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Il settore italiano dei Dispositivi Medici rappresenta il 5,8% del totale della spesa sanitaria, costituendo il terzo mercato in Europa; è composto prevalentemente da imprese di piccole dimensioni (il 74% non supera i 20 ml di fatturato annuo), localizzate principalmente nel centro nord Italia.

L’Emilia Romagna rappresenta la prima regione italiana per numero di occupati nel settore biomedicale e Modena è la prima provincia italiana per numero di addetti e per valore delle esportazioni, seguita da Milano e Bologna.

Il Distretto Biomedicale di Mirandola è oggi considerato il terzo comparto al mondo in questo settore; la specializzazione più importante rimane quella nei disposable e nelle apparecchiature per emodialisi, per la quale Mirandola riveste una posizione di leadership a livello internazionale. Oltre alla dialisi, si confermano settori importanti la cardiochirurgia, la trasfusione/autotrasfusione e l’anestesia/rianimazione.

Le potenzialità di sviluppo delle imprese del distretto biomedicale possono essere ulteriormente rafforzate dalla loro capacità di utilizzare i risultati della ricerca istituzionale, di collegare le proprie competenze con quelle del sistema universitario e sanitario con l’obiettivo di individuare nuovi sentieri di innovazione di prodotto e di processo e di generare nuove unità produttive capaci di immettere sul mercato nuovi prodotti/servizi frutto dei risultati della ricerca, potendo fare affidamento su:

  • le Aziende Sanitarie della Provincia di Modena (Azienda USL e Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Modena), all’avanguardia per qualità e molteplicità della propria dotazione tecnologica e con competenze idonee a realizzare concretamente la valutazione delle tecnologie, la gestione della sicurezza e del rischio clinico, la verifica di efficacia, lo studio dei rapporti costo-efficacia delle prestazioni sanitarie;

  • l’Università di Modena e Reggio Emilia, più precipuamente nelle sue Facoltà di Medicina e Chirurgia e di Bioscienze e Biotecnologie, con risultati di ricerca estremamente avanzati a livello internazionale conseguiti nel settore delle terapie genetiche con cellule staminali adulte, avendo sviluppato e potendo mettere a disposizione tecnologie di ricerca sofisticate per lo studio delle interazioni tra sistemi biologici e materiali usati per devices biomedicali e detenendo una significativa esperienza nel disegno e realizzazione di trials clinici controllati, intenzionata ad allargare e approfondire in tutti i suoi livelli formativi (pre e post laurea) le conoscenze relative alle tecnologie biomedicali e alle possibilità del loro utilizzo nella pratica clinica.

Al fine di dare concretezza a tutto ciò il 30 luglio 2007 è stato rinnovato il protocollo d’intesa denominato: Quality Center Network. L’accordo è stato siglato tra le Associazioni imprenditoriali del distretto biomedicale di Mirandola, dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Modena, dall’Azienda Unità Sanitaria Locale di Modena, dall’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, dalla Provincia di Modena, dall’Unione dei Comuni Modenesi Area Nord e da Democenter-Sipe (Centro per l’Innovazione e il Trasferimento Tecnologico della Provincia di Modena).

La finalità dell’accordo è, appunto, quella di strutturare una collaborazione tra le parti e costituire uno sportello informativo e di front office per le imprese del settore biomedicale sugli aspetti riguardanti il trasferimento tecnologico e l’innovazione, a partire dalla valorizzazione della ricerca istituzionale e aziendale, la valutazione e sperimentazione clinica e preclinica, la validazione delle tecnologie e dei prodotti.

Tale finalità viene perseguita attraverso:

  • l’attivazione e formalizzazione di una collaborazione continuativa con le Istituzioni nazionali e regionali della sanità pubblica, in particolare con: il Ministero della Salute, l’Assessorato Politiche per la Salute della Regione Emilia Romagna e l’Area Vasta Emilia Nord, formata dalle Aziende Sanitarie delle Province di Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza, finalizzata a favorire l’innovazione tecnologica e nel contempo ad approfondire le tematiche connesse alle politiche pubbliche di acquisto dei prodotti del settore biomedicale;
  • l’attivazione di una collaborazione con il costituendo Osservatorio per l’Innovazione dell’Agenzia Sanitaria Regionale della Regione Emilia Romagna affinché tecnologie innovative sviluppate dalle imprese del territorio modenese vengano valutate sotto il profilo della loro effettiva rilevanza e del loro impatto clinico, organizzativo ed economico;
  • la creazione di uno sportello front office ed informativo gestito da DemoCenter-Sipe con la funzione di collegamento tra mondo produttivo e sistema sanitario e della ricerca, con finalità informative e di supporto alle imprese del settore biomedicale nei processi di sviluppo, di sperimentazione clinica e preclinica e di validazione dei prodotti e delle tecnologie attraverso modalità operative di networking tra imprese e Istituzioni Sanitarie e della ricerca, con un’attenzione particolare alle esigenze delle imprese meno strutturate;
  • la formalizzazione, attraverso la sottoscrizione di uno specifico protocollo d’intesa, dei rapporti di collaborazione e delle procedure operative da attivarsi tra il suddetto sportello e le Unità ricerca ed innovazione, in via di costituzione presso le Aziende Sanitarie, ed i Servizi ed Uffici dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia;
  • la pianificazione di una attività permanente di promozione e attivazione di percorsi formativi e di orientamento rivolti agli studenti delle scuole medie superiori, agli studenti, specializzandi e dottorandi dell’Università di Modena e Reggio Emilia in collaborazione con le imprese del distretto biomedicale.

 

Per favorire il conseguimento della finalità una iniziativa che il Quality Center Network intende assumere a partire dal 2010 è la organizzazione con cadenza biennale di una Conferenza nazionale finalizzata ad evidenziare gli scenari futuri in campo sanitario della ricerca e della innovazione per il settore biomedicale approfondendo le ricadute sul mercato e le opportunità finanziarie per favorire la ricerca e lo sviluppo industriale.

Al fine di illustrare quanto ci si aspetta dalla Conferenza si elencano le sessioni di lavoro previste per la prima Conferenza:

  • sessione 1 : il futuro della medicina e della sanità; sessione iniziale di confronto per mettere a fuoco il domani dell’assistenza sanitaria prefigurando scenari per i prossimi 10 – 20 anni nei vari settori della medicina e dei sistemi assistenziali indicando a livello macro dove sta andando e dove andrà la innovazione soprattutto nei settori diagnostici – terapeutici e riabilitativi, evidentemente orientando le relazioni al settore biomedicale;
  • sessione 2 : innovazione e transferibilità; sessione di confronto sulla innovazione centrata sul trasferimento tecnologico della ricerca e su come sia possibile generare e valorizzare lo sfruttamento della conoscenza nel settore biomedico, centrando prioritariamente l’attenzione sui settori di innovazione che si stanno sviluppando in Regione Emilia Romagna nelle università, nei laboratori di ricerca e nelle imprese produttive, illustrando case histories di successo e mettendo a confronto esperti di “science business”;
  • sessione 3 : il governo della innovazione tecnologica e le fonti di finanziamento; sessione incentrata sul processo decisionale a livello regionale e aziendale nella scelta e nelle modalità di fornitura di tecnologie innovative e sulla illustrazione di opportunità di finanziamento per la ricerca e lo sviluppo industriale esistenti nel pubblico e sui mercati finanziari.